Deframmentare il PC

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Deframmentare il PC

In questa guida vedremo come deframmentare il PC utilizzando l’utilità di deframmentazione presente in tutti i sistemi operativi Microsoft.
Nella prima parte della guida verrà spiegato cos’è la frammentazione del disco e perché avviene. Nella seconda parte della guida spiegheremo a cosa serve la deframmentazione e come eseguirla.

Cos’è la frammentazione del disco rigido

Per capire cos’è la deframmentazione dobbiamo prima di tutto spiegare cos’è la frammentazione.
Ogni singolo file del computer è composto da una sequenza di dati. Quando un file viene creato questi dati vengono salvati sul disco rigido.
Il disco rigido prova a memorizzare i dati in una sequenza di settori contigui, cioè uno di seguito all’altro.
Nei dischi rigidi di tipo magnetico, se i dati vengono salvati in spazi adiacenti il movimento delle testine dell’hard disk necessario per poterli leggere sarà ridotto al minimo. Questo perché i dati che compongono il file si troveranno uno di seguito all’altro e le testine non dovranno cercarli in settori e cilindri sparsi per tutto il disco rigido.

Quando un file viene modificato la quantità di dati che lo costituiscono può aumentare oppure diminuire. Se vengono aggiunte nuove informazioni il file richiederà maggiore spazio. Se il file viene eliminato saranno cancellati dei dati e si libereranno dei settori sul disco rigido.
Quando vengono aggiunte nuove informazioni il computer prova ad accodare i nuovi dati ai precedenti. Quando vengono eliminate informazioni, i dati cancellati lasciano uno spazio vuoto che può essere occupato da nuovi file.

Perché avviene la frammentazione

Un computer in funzione crea, modifica, sposta ed elimina file in continuazione. Con il passare del tempo i settori contigui liberi disponibili sono sempre meno e avviene la frammentazione del disco rigido.
Ogni volta che viene creato un nuovo file il computer memorizza i dati nel primo spazio libero disponibile, provando a salvare le informazioni in settori contigui.
Se l’hard disk è pieno potrebbero non esserci abbastanza settori contigui liberi per contenere i dati. In questo caso il nuovo file per poter essere salvato verrà frammentato. Il file sarà suddiviso in più parti non contigue e i dati che lo compongono verranno memorizzati in modo disordinato tra i settori liberi ancora disponibili.

Problemi causati dalla frammentazione del disco

Per poter leggere un file frammentato il sistema operativo deve cercare tutte la parti che lo compongono nell’hard disk.
Per ricostruire la sequenza di dati, le testine del disco rigido di tipo magnetico, devono saltare da un settore all’altro alla ricerca di tutti i frammenti del file. Questo provoca un aumento del tempo di accesso al disco e di conseguenza un calo delle prestazioni del sistema. L’hard disk funziona in modo ottimale soltanto quando è in grado di leggere dati disposti in settori contigui.

Cos’è la deframmentazione del disco rigido

La deframmentazione è l’operazione che consente di riorganizzare l’allocazione dei dati sul disco rigido del computer allo scopo di aumentare le prestazioni del sistema e di conseguenza l’efficienza del PC.

Come deframmentare il PC con Windows

Vediamo come deframmentare il PC utilizzando l’utilità di deframmentazione presente in tutti i sistemi operativi Microsoft.
Importante: seguiamo la procedura relativa alla versione di Windows installata nel computer (→ quale versione di Windows è installata nel PC).

Windows 10 | Windows 8.1/8 | Windows 7

Premiamo sulla tastiera del computer i tasti Windows (è il tasto con il logo di Windows) e R contemporaneamente.
Si aprirà la finestra Esegui (→ cos’è il comando Esegui di Windows).
Nella casella Apri: digitiamo dfrgui
Facciamo clic su OK.
Si aprirà la finestra Ottimizza unità di Windows (chiamata Utilità di deframmentazione dischi in Windows 7).

Prima di tutto conviene determinare se è necessario deframmentare il PC.
Nella colonna Unità (chiamata Disco in Windows 7) facciamo clic sul disco o sulla partizione che vogliamo analizzare.
Se sono presenti più dischi o partizioni (ad esempio C: e D:) ripetiamo la procedura per entrambi.
Facciamo clic su Analizza (Analizza disco in Windows 7).
Al termine dell’analisi verifichiamo la percentuale di frammentazione del disco nella colonna Ultima esecuzione.
Se il valore indicato è uguale o superiore al 10% significa che dobbiamo deframmentare il PC.
In tal caso facciamo clic su Ottimizza (Deframmenta disco in Windows 7).
La deframmentazione può essere interrotta in qualsiasi momento facendo clic su Interrompi.
Al termine dell’operazione facciamo clic su Chiudi.

Windows Vista

Premiamo sulla tastiera del computer i tasti Windows (è il tasto con il logo di Windows) e R contemporaneamente.
Si aprirà la finestra Esegui (→ cos’è il comando Esegui di Windows).
Nella casella Apri: digitiamo dfrgui
Facciamo clic su OK.
Si aprirà la finestra Controllo dell’account utente (→ cos’è il Controllo Account Utente).
Facciamo clic su Continua.
Si aprirà l’Utilità di deframmentazione dischi.
Facciamo clic su Esegui deframmentazione…
Se sono presenti più dischi o partizioni (ad esempio C: e D:) si aprirà una finestra di dialogo. Selezioniamo la casella relativa al disco o alla partizione che vogliamo deframmentare e facciamo clic su OK.
La deframmentazione può essere interrotta in qualsiasi momento facendo clic su Annulla deframmentazione.
Al termine dell’operazione facciamo clic su Chiudi.

Quanto tempo occorre per deframmentare il PC?

La durata del processo di deframmentazione disco può richiedere da pochi minuti fino ad alcune ore. Dipende dalla dimensione del disco rigido, dal numero di file presenti e dal grado di frammentazione.

Si può usare il computer durante la deframmentazione?

Anche se il processo di deframmentazione disco viene eseguito in background, consentendo il normale utilizzo del PC, si consiglia di non usare il computer fino al termine dell’operazione. Questo per evitare di creare nuovi file frammentati mentre il programma sta riorganizzando e riallocando i frammenti dei file esistenti.

Deframmentazione SSD

Come abbiamo spiegato all’inizio della guida, la deframmentazione consente di ridurre i tempi di accesso al disco rigido. Se il computer non utilizza un disco rigido di tipo magnetico ma un SSD il discorso cambia (→ come capire se il PC ha un SSD o un disco rigido).
Nelle unità di memoria a stato solido o SSD (solid-state drive) la deframmentazione non influisce sulle prestazioni del computer. Infatti negli SSD il tempo di accesso e identico per qualsiasi cella presente nell’unità. All’interno di un’unità a stato solido non è presente nessun disco e non vengono utilizzate le testine per leggere i dati.
Questi dispositivi sono basati su semiconduttori e per l’archiviazione utilizzano una memoria allo stato solido al posto dei classici dischi magnetici.

La deframmentazione degli SSD oltre a essere completamente inutile è anche dannosa in quanto diminuisce la durata dell’unità. Gli SSD sono stati progettati in modo da ridurre i cicli di scrittura, distribuendo i file in tutto il dispositivo e senza lasciare parti vuote. La deframmentazione aumenta invece i cicli di scrittura e diminuisce la durata dell’unità.
Nei sistemi operativi Microsoft più recenti per ovviare a questo problema è stato implementato il TRIM. In parole semplici, se Windows rileva un SSD invece di eseguire la deframmentazione pianificata eseguirà questo comando.
Il comando TRIM, introdotto a partire da Windows 7, consente di individuare i blocchi liberati dall’eliminazione dei dati e viene utilizzato per comunicare quali sono i settori liberi al controller dell’SSD.