Deframmentazione di Windows

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Deframmentazione di Windows

La deframmentazione di Windows è un’operazione utilizzata per riorganizzare l’allocazione dei dati sul disco rigido del computer allo scopo di aumentare le prestazioni del sistema e di conseguenza l’efficienza del PC. Consente di ristrutturare la disposizione dei file frammentati (→ cos’è la frammentazione del disco rigido) spostando i dati in zone contigue e riducendo i tempi di accesso e di lettura al disco rigido.
Per effettuare la deframmentazione di Windows possiamo usare l’utilità di deframmentazione dischi presente in tutti i sistemi operativi Microsoft.

Come fare la deframmentazione di Windows

Seguiamo la guida relativa alla versione di Windows installata nel computer (→ quale versione di Windows è installata nel computer).

Windows 10 | Windows 8.1/8 | Windows 7

Premiamo sulla tastiera del computer i tasti Windows (è il tasto con il logo di Windows) e R contemporaneamente.
Si aprirà la finestra Esegui (→ cos’è il comando Esegui di Windows).
Nella casella Apri: digitiamo dfrgui
Facciamo clic su OK.
Si aprirà la finestra Ottimizza unità di Windows (chiamata Utilità di deframmentazione dischi in Windows 7).

Prima di tutto è utile determinare se la deframmentazione di Windows deve essere effettuata.
Nella colonna Unità (chiamata Disco in Windows 7) facciamo clic sul disco o sulla partizione che vogliamo analizzare.
Se sono presenti più dischi o partizioni (ad esempio C: e D:) ripetiamo la procedura per entrambi.
Facciamo clic sul pulsante Analizza (Analizza disco in Windows 7).
Al termine dell’analisi verifichiamo la percentuale di frammentazione del disco nella colonna Ultima esecuzione.
Se il valore indicato è uguale o superiore al 10% significa che dobbiamo deframmentare Windows.
In tal caso facciamo clic sul pulsante Ottimizza (Deframmenta disco in Windows 7).
La deframmentazione di Windows può essere interrotta in qualsiasi momento facendo clic su Interrompi.
Al termine dell’operazione facciamo clic su Chiudi.

Windows Vista

Premiamo sulla tastiera del computer i tasti Windows (è il tasto con il logo di Windows) e R contemporaneamente.
Si aprirà la finestra Esegui (→ cos’è il comando Esegui di Windows).
Nella casella Apri: digitiamo dfrgui
Facciamo clic su OK.
Se si apre la finestra Controllo dell’account utente (→ cos’è il Controllo Account Utente) facciamo clic su Continua.
Si aprirà l’Utilità di deframmentazione dischi.
Facciamo clic sul pulsante Esegui deframmentazione…
Se sono presenti più dischi o partizioni (ad esempio C: e D:) si aprirà una finestra di dialogo. Selezioniamo la casella relativa al disco o alla partizione che vogliamo deframmentare e facciamo clic su OK.
La deframmentazione di Windows può essere interrotta in qualsiasi momento facendo clic su Annulla deframmentazione.
Al termine dell’operazione facciamo clic su Chiudi.

Quanto tempo occorre per fare la deframmentazione di Windows?

Il processo di deframmentazione di Windows può durare pochi minuti o anche alcune ore. Dipende dalla dimensione del disco rigido, dal numero di file presenti e dal grado di frammentazione.

Si può usare il computer durante la deframmentazione di Windows?

Anche se il processo di deframmentazione di Windows avviene in background consentendo il normale utilizzo del PC, si consiglia di non usare il computer fino al termine dell’operazione. Questo per evitare di creare nuovi file frammentati mentre il programma sta riorganizzando e riallocando i frammenti dei file esistenti.

Deframmentazione e SSD (dischi a stato solido)

Come abbiamo detto all’inizio della guida la deframmentazione di Windows consente di ridurre i tempi di accesso al disco rigido. Questo però è valido soltanto per i dischi rigidi di tipo magnetico (i classici hard disk).
Nelle unità a stato solido o SSD (solid-state drive) la deframmentazione non aumenta le prestazioni del PC. Questo perché il tempo di accesso e identico per qualsiasi cella presente nell’unità.
All’interno di un SSD non è presente nessun disco e non vengono utilizzate le testine per leggere i dati. Questi dispositivi sono basati su semiconduttori e per l’archiviazione utilizzano una memoria allo stato solido al posto dei classici dischi magnetici.

La deframmentazione di Windows nei computer con un SSD oltre a essere completamente inutile è anche dannosa in quanto diminuisce la durata dell’unità. Questo perché gli SSD sono stati progettati in modo da ridurre i cicli di scrittura, distribuendo i file in tutto il dispositivo e senza lasciare parti vuote. La deframmentazione aumenta invece i cicli di scrittura e diminuisce la durata dell’unità.
Nei computer più recenti per ovviare a questo problema è stato implementato il TRIM. In parole semplici se Windows rileva un SSD invece di eseguire la deframmentazione pianificata eseguirà questo comando.
Il comando TRIM, introdotto a partire da Windows 7, consente di individuare i blocchi liberati dall’eliminazione dei dati e viene utilizzato per comunicare quali sono i settori liberi al controller dell’SSD.